Preferiti del mese: Ottobre 2017

Preferiti del mese: Ottobre 2017

Ottobre è passato in un lampo, e al contempo lentamente. Se da una parte si entra nel vivo di studio/lavoro, dall’altra quest’anno il tempo è stato impietoso e si sono alternati giorni in cui coperta e piumone non bastavano ad altri in cui si sarebbe potuti andare in giro a mezze maniche proprio vero che non ci sono più le mezze stagioni. La combo di questo mese è stata “terrore in inglese”, sia per letture che per visioni, ma non è stato l’unico genere che ho affrontato. Cosa mi sarà piaciuto?

Canzone: Don’t Think Just Run di Beth Crowley. In realtà, un po’ tutte le sue canzoni fandomiche mi sono piaciute, ma ho apprezzato in particolare questa (tra quelle “nuove” – i.e. che non avevo ancora sentito – del CD What You Need).

It’s all or nothing/Make your stand, you stand/You reached the edge there is no choice/Now you have to jump/And see where you land

Film: Stand by Me – Ricordo di un’estate. Questo mese ci sono state molte uscite interessanti, come ItThor: Ragnarok, ma credo sarà sempre questo il lungometraggio che assocerò ad Halloween, dato che la prima volta che l’ho visto è stata la notte delle streghe. Inoltre, a inizio mese, l’ho ri-citato per consigliarlo e mi è venuta voglia di rivederlo. Il film è basato su un racconto di Stephen King, pubblicato in Italia nella raccolta Stagioni diverse. Se siete desiderosi di approcciarvi al Re ma non avete lo stomaco di reggere uno dei suoi horror tosti, consiglio di recuperare questo film/racconto di formazione e crescita in cui si evincono tutte quelle che sono le tematiche trattate da King, pur senza pagliacci assassini.

Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?

Libro: Crimson Peak: The Official Movie Novelization di Nancy Holder. È facile che i libri tratti da film si limitino alla sceneggiatura con ambientazione descritta per esteso; del resto se il libro è sempre meglio del film che ne viene tratto, dovrebbe essere valido anche l’inverso. Non è questo il caso. La novellizzazione è ben riuscita perché, oltre a riportare quanto accade nel lungo metraggio, usando le stesse atmosfere aggiunge scene inedite che però completano la comprensione e il godimento dell’opera originale.

The fly that should be dead and the dog that should be dead in the house that should be dead, and the bride, who would be dead soon.
It watched approvingly, appreciating the complexities—and fragilities—of life.

 

Nonostante non sia grande amante degli horror (non ho citato tutto ciò che ho visto/letto, ma ho recuperato “parecchia roba del genere”), il bilancio di questo mese è stato soddisfacente e sono ottimista anche per il prossimo. Buon Halloween!

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Preferiti del mese: Settembre 2017

Preferiti del mese: Settembre 2017

Settembre è finito, mancano tre mesi a gennaio, eppure il nuovo anno è appena iniziato. Con il ricominciare di scuola/lavoro, questo nono mese dell’anno sembra più un Capodanno, con raffreddori, febbri, interrogazioni, verifiche e quant’altro serve proprio qualcosa di bello per riuscire a superare il rientro. Ecco dunque ciò che ho preferito di questo mese.

Canzone: …Ready For It? di Taylor Swift. Da quando è stata annunciata l’uscita del nuovo album ed è stata divulgata Look What You Made Me Do, non vedo l’ora che sia novembre per l’intero Reputation. A inizio settembre è stato rilasciato il secondo brano che andrà a comporre il CD e, inutile dire, ho ascoltato anche questo a ripetizione.

In the middle of the night, in my dreams, you should see the things we do, baby. In the middle of the night, in my dreams, I know I’m gonna be with you, so I take my time.

Film: Il diavolo veste Prada. Nonostante sia uscito da anni e sia quasi un “classico”, l’ho visto per la prima volta solo questo mese, senza aver mai letto il libro. In realtà, di Lauren Weisberger avevo già letto Il diavolo vola a HollywoodUn anello da Tiffany e Al diavolo piace dolce e mi erano piaciucchiati, ma senza lasciarmi niente (a distanza di anni, non è che mi ricordi granché, a parte che erano stati divertenti), ma questo film è su tutto un altro livello. Ho cercato la trama del libro ed è diversa da quella del film, ho preferito quest’ultimo, anche per trucco/vestiti e l’interpretazione degli attori, tutti, dai personaggi principali a quelli secondari, sono stati magnifici.

Succede così quando funzioni sul lavoro. Fammi sapere quando la tua vita privata va completamente all’aria, vuol dire che è l’ora della promozione.

Telefilm: Non ho visto una serie TV in particolare, perlopiù ho recuperato episodi sparsi usciti ad agosto, attendendo la fine della pausa estiva. Tuttavia, vorrei segnalare che è finalmente arrivata doppiata in italiano su Rai 4, domenica pomeriggio, la seconda stagione di Stitchers che aspettavo da un po’. Ancora non ho capito se mi piaccia o meno, questa serie ha picchi fantastici alternati da vallate di noia, ma sono felice che sia tornata e, tutto considerato, la consiglierei a chi non sa come impiegare il fine settimana.

Per questo mese è tutto; avrei letto anche alcuni libri molto carini, ma le recensioni ampliate verranno presto postate sul blog, quindi non voglio anticipare niente.

Libri per “bambini”

Libri per “bambini”

Credo che un libro per bambini/giovani ragazzi possa dirsi davvero riuscito quando si rivela adatto a tutte le età. So che può sembrare assurdo, invece spesso sono proprio i libri più elementari a trasmettere i messaggi più profondi, forse perché nascosti così bene tra i simpatici personaggi che neanche ci si accorge di starli assimilando.

Di solito leggo questa categoria in estate, quando, tra un tomo e l’altro, cerco qualcosa di “più leggero” (passatemi la definizione; più che altro sono più brevi della mia media, ma non per questo meno pregni di significato). Con l’avvicendarsi degli anni, ho stillato una lunga lista di quelli che ritengo più meritevoli e vorrei condividerla.

Spesso ci si domanda cosa regalare a dei ragazzini, se oltre al solito pallone/bambolotto ci sia un’alternativa. Ebbene, la risposta è affermativa. Per iniziare ho scelto tre brevi titoli autoconclusivi che rientrano nei miei preferiti di sempre (e non solo perché leggendoli in giovane età si sono guadagnati un posto speciale nel mio cuore, ma perché riprendendoli in mano dopo tempo riescono a conservare sempre la stessa magia della prima volta).

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Recensione: Deathdate+Birthdate

Recensione: Deathdate+Birthdate

Sfrutto questa dilogia per inaugurare una nuova rubrica dal titolo Un libro è poco, tre sono troppi dedicata, per l’appunto, a tutte le “saghe” composte da soli due volumi, con magari qualche breve novella collegata.

Del primo parlai quando uscì (su altri “lidi” e spoilerai), questo articolo invece è un commento ad entrambi senza spoiler (mi terrò sugli aspetti generali senza scendere nel dettaglio). A distanza di due anni (in realtà la loro pubblicazione è avvenuta a distanza di uno, ma solo adesso ho letto) alcune perplessità sono rimaste inalterate, ma anche il parere complessivo non ha subito variazioni: nonostante alcune pecche (analizzate sotto), risulta una lettura leggera e piacevole.

birthdate

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Recensione: The Winner’s Curse. La Maledizione

Recensione: The Winner’s Curse. La Maledizione

Ho conosciuto questo libro tramite bookstagram e quando ho scoperto che era arrivato finalmente anche in Italia ho fatto i salti di gioia. Ho subito approfittato della promo messa dalla casa editrice sui suoi ebook per tutto il mese di agosto (si è valida fino a fine mese, quindi se non lo avete ancora acquistato affrettatevi) che ha abbassato il prezzo di questo da €4,99 a €1,99. Lo avrei comprato anche se non fosse stato in sconto, ma di certo così sono stata invogliata a non rimandare l’acquisto e a fondarmi subito nella lettura. Ammetto che mi sembrava strano che avesse acquistato i diritti proprio la Leggereditore (se si sfoglia il suo catalogo non è propriamente il genere che predilige), ma a lettura conclusa, sebbene ci siano stati alti e bassi analizzati più sotto, posso solo sperare che si sbrighi a tradurre anche i due volumi conclusivi e non faccia aspettare anni.

The Winner’s Curse. La Maledizione

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Recensione: Sherlock 4×01 – Le Sei Thatcher

Recensione: Sherlock 4×01 – Le Sei Thatcher

Inizio d’anno con il botto per gli appassionati di Doyle, dopo “soli” tre anni infatti ieri sera è andata in onda su BBC One l’undicesima puntata di Sherlock dal titolo Le sei Thatcher.

Se non si conosce la serie consiglio di recuperarla, ma magari il “perché vederla” lo lasciamo ad un futuro articolo dato che questo voglio dedicarlo solo al commento della puntata appena uscita (disponibile anche su Netflix sia doppiata in italiano che con i sottotitoli). Ho provato a fare una recensione senza spoiler ma non ci sono riuscita, quindi consiglio se non si è ancora visto l’episodio di chiudere tutto e di tornare a visione completata. Avviso da ora inoltre che più che una recensione è un commento con alcuni pareri su alcuni fatti, per il prossimo episodio magari cercherò di essere più lineare.

Titolo episodio:
The Six Thatcher (Le sei Thatcher)

Trama: Nel primo episodio di questa nuova stagione, scritto da Mark Gatiss, Sherlock aspetta di vedere dove Moriarty farà la sua mossa postuma.

In particolare, un caso misterioso sconcerta Scotland Yard – ma Sherlock è più interessato ad un dettaglio apparentemente insignificante. Perché qualcuno sta distruggendo immagini dell’ex Primo Ministro Margaret Thatcher? C’è un pazzo a piede libero? O c’è di mezzo uno scopo molto più oscuro? Qualcosa che affonda le radici nel passato di Mary Watson…

Benedict Cumberbatch ritorna nei panni di Sherlock, mentre Martin Freeman è John Watson, Mark Gatiss è Mycroft, Ruper Graves è l’Ispettore Lestrade, Una Stubbs è Mrs Hudson, Amanda Abbington è Mary Watson e Louise Brealey è Molly Hooper.

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Animali fantastici: recensione film

Animali fantastici: recensione film

Sono appena tornata dal cinema, ho appena visto il tanto atteso Animali fantastici e dove trovarli e volevo scrivere una recensione a riguardo, solo che mi rendo conto che questo film mi ha lasciato sentimenti contrastanti che non sono in grado di decifrare.

Direi di partire dalle cose semplici: vale la pena di andarlo a vedere? Sì… se si è ovviamente visto anche il resto della saga, perché infatti sebbene sia un prequel i riferimenti alla saga originale ci sono e potrebbe capitare che qualcuno completamente a digiuno illusosi di poter iniziare con questo capisca poco e niente.

La mia recensione non conterrà spoiler, quindi se volete leggerla per farvi un parere se andare al cinema o meno è quello che fa per voi.

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