Avevo pensato di fare alla fine della lettura intera una recensione complessiva per tutti i quattro volumi della saga, ma considerando che  ho un nuovo arrivo che mi ha spedito una casa editrice da recensire che ha la precedenza ho pensato di fare ora la recensione di questo titolo. Il libro in questione è La chimera di Praga di Laini Taylor. Questo titolo era già stato pubblicato, insieme al secondo, tempo fa dalla casa editrice con delle certe copertine, il terzo non era mai arrivato, ma adesso è tutto stato tradotto e ripubblicato; all’epoca non conoscevo questa storia e ora che ho in libreria tutti i volumi della stessa edizione sono felice di non averlo conosciuto all’epoca (anche perché avendoli acquistati tutti in blocco non ho dovuto neanche temere che la saga venisse abbandonata o aspettare che venisse pubblicato il successivo, anche se nonostante questo al momento non ho con me il secondo volume e devo quindi aspettare lo stesso di tornare a casa, ma quantomeno ho la certezza che lì lo troverò.
Queste sono le peripezie che il libro ha dovuto affrontare per arrivare in libreria, ma ne ha dovute affrontare altrettante per giungere nella mia. La verità è che la copertina del libro mi piace troppo e ogni volta che entravo in libreria lo prendevo in mano pensando che parlasse di angeli, poi però leggevo solo le prime due righe di trama e lo rimettevo a posto senza andare oltre. Non chiedetemi perché lo facessi, neanche io ho idea del perché quantomeno non finissi di leggere il risvolto di copertina prima di posarlo, se lo avessi concluso magari avrei capito che gli angeli centravano davvero qualcosa e lo avrei acquistato già da tempo. Il lato positivo che vedo in questa “attesa autoimposta” è che ho acquistato l’intera trilogia con il -25% di sconto (per titolo, quindi invece di circa 14€ ho pagato ogni libro sui 10€). Ma cosa mi ha fatto cambiare idea? Il fatto che su Instagram (questo social mi sta rendendo povera più di altri) vedevo circolare la frase «Once upon a time, an angel and a devil fell in love. It did not end well.» (C’era una volta, un angelo e un diavolo che si innamorarono. Non finì bene.) e pensavo a quanto dovesse essere figo un libro che iniziasse così e mi domandavo se mai sarebbe arrivato da noi. Ho capito che i due libri erano lo stesso non certo grazie alla traduzione del titolo molto fedele all’originale ma per il nome dell’autrice, all’inizio ero convinta che avesse scritto due saghe diverse poi ho realizzato che era sempre quella (inutile dire che nel momento in cui l’ho capito e volevo andare in libreria a comprare la trilogia da che ero sempre lì ho poi dovuto aspettare una vita per tornarci). Chiudo qui questa parentesi che ho ritenuto giusto raccontare per far capire perché nutro sentimenti contrasti per la saga in generale, perché forse è stata colpa mia che dopo tutto questo avevo delle aspettative troppo alte… in ogni caso, gli ho dato 4 stelle.
P.S. Questa è stata anche la mia unica lettura librosa del mese, spero di rifarmi il prossimo mese.

La chimera di Praga 

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Titolo: 
La chimera di Praga

Titolo originale: Daughter of Smoke and Bone (Figlia di Fumo e Osso)

Autrice: Laini Taylor

Trama: Karou ha 17 anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l’esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz’anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell’aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell’immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua “famiglia” Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita.

Serie di appartenenza: Daughter of Smoke & Bone (1) 

ISBN: 9788876258831

Casa editrice: Lainya

Recensione: Dicevo che l’ho votato 4 stelline, forse sono più 3.5, ma Anobii, che uso per dare le valutazioni, non consente i mezzi voti e ho dato 3 stelline per molto meno e poi anche se alcuni punti non li ho amati giudicandoli in maniera più oggettiva valevano.

Prima di dire ciò che ho apprezzato ci tengo a dire: da una parte sono felice che l’eterna lotta non sia stata tra angeli e demoni cristiani, ma angeli e chimere entrambi abbastanza pagani, tuttavia ho dovuto superare un attimo di disappunto per apprezzarlo appieno perché, a causa della frase iniziale, ero davvero convinta che ci sarebbero stati i diavoli.

In generale ho apprezzato questo libro perché mi è piaciuta l’idea dei desideri che si potevano ottenere tramite i denti, il fatto che non fossero cumulabili e ciò che l’uomo è disposto a fare pur di averli (sottolineo che le informazioni erano diluite nei capitoli e non piazzate tutte all’inizio come infodump).

Mi è piaciuto lo stile dell’autrice, il suo modo di scrivere e di descrivere, anche se ho dovuto abituarmi un attimo alla presenza di un narratore onnisciente poi tutto considerato l’ho apprezzato.

Mi è piaciuto il mistero che aleggia intorno alla situazione e la tensione che l’autrice riesce a tenere alta fino alla fine invogliando il lettore  a proseguire con la lettura. Anche se devo ammettere che alcuni sviluppi li avevo previsti con largo anticipo, forse perché ormai ho letto troppo del genere e ciò che mi sorprende è davvero poco.

Proprio sul punto della poca sorpresa vorrei spendere un paio di parole, che potrebbero essere spoiler: per chi è completamente a digiuno del genere o ne mastica poco molte trovate sembreranno geniali, ma io ho alle spalle la visione di Sailor MoonThe Magicians e non mi sono meravigliata più di tanto. Anche se ho apprezzato la spiegazione di come si reincarnassero le chimere, tuttavia l’amore che trascende il tempo e fa provare attrazione istintiva ai due è un cliché – non dico che non mi piaccia, ma comunque resta prevedibile -. C’è poi una nota dolente, intendo letteralmente dato che mi riferisco al dolore: il fatto che la magia si possa usare solo attingendo al dolore (il fatto che i morti o coloro con ferite permanenti potessero contare su una riserva costante è sensato) mi ha troppo ricordato la serie tv The Magicians (potrete anche dirmi che questa risale solo all’anno scorso mentre la saga della Taylor è in circolazione da più tempo ma vi comunico che lo show era ispirato a un libro).

Parentesi spoilerosa(?) conclusa, sicuramente proseguirò nella lettura della saga (e non lo dico solo perché ormai ho acquistato tutti i libri) ma perché anche dal modo in cui è finito il libro sono davvero curiosa di scoprire cosa accadrà (e no autrice, non credo neanche per un secondo a ciò che hai detto nell’ultimo capitolo prima dell’epilogo!).

Nota a margine: credo che a ottobre avrò tempo di leggere solo La città di sabbia, quindi penso che farò anche di quello recensione singola.

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3 pensieri su “Recensione libro: La chimera di Praga

    1. No, non l’ho mai letto. A dirla tutta di King ho letto davvero molto poco. Purtroppo per quanto vorrei colmare questa mia lacuna non credo che ci riuscirò in tempi brevi dato che al momento ho una tbr list lunghissima.

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